Si tratta di un igrometro ad assorbimento che sfrutta la proprietà tipica di molte sostanze organiche (dette igroscopiche) di variare le proprie dimensioni con l’assorbimento di umidità.
Nell’igrometro a capello, ideato da Horace-Bénédict de Saussure verso il 1780, la sostanza igroscopica è costituita da un capello, opportunamente sgrassato, la cui lunghezza subisce piccole variazioni in funzione dell’umidità assorbita dall’ambiente in cui è posto. Il capello, fissato per l’estremità superiore ad un telaio metallico, viene fatto passare attraverso una puleggia ed è tenuto in tensione da un piccolo peso legato all’estremità inferiore. La puleggia è collegata ad un indice che può muoversi su una scala graduata che indica il valore dell’umidità relativa dell’aria. La graduazione della scala viene ottenuta con il seguente procedimento: dapprima, si pone l’igrometro sotto una campana di vetro contenente al suo interno della calce viva (sostanza che tende ad assorbire moltissimo l’umidità dell’aria) e quindi in un ambiente molto secco; in corrispondenza della posizione assunta dall’indice sulla scala, si segna lo “zero”.  Successivamente, l’igrometro viene posto sotto una campana di vetro con le pareti bagnate, e quindi in un ambiente saturo di vapore acqueo; in corrispondenza della nuova posizione assunta dall’indice sulla scala, si segna il valore “100”. L’intervallo tra 0 e 100 viene poi diviso in 100 parti uguali.